Civiltà e storia
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Cattedrale
La cattedrale di San Romolo con il suo campanile, è monumento insigne ed emblematico della città di Fiesole. Grandiosa e imponente è luminosa espressione di arte e di pietà dei secoli passati ed insieme è simbolo e centro della vita religiosa di una Diocesi antichissima e vasta. Sorto nel 1028, al tempo del Vescovo Jacopo il Bavaro, l’edificio fu ampliato nel ‘200, come attestano le iscrizioni con le date 1201 e 1256, apposte su due capitelli, e poi nel ‘300 e nei secoli successivi, fino a subire un restauro completo e impegnativo alla fine del 1800 che restituì alla chiesa le primitive forme romaniche che sono
 
quelle attuali. La struttura è a pianta basilicale, con copertura a capriate di legno, a tre navate, divisa da arcate a tutto sesto poggianti su alte colonne di pietra con capitelli scolpiti a foglie di fattura differenziata di cui alcuni, all’altezza del coro, includono anche teste umane. A tre quarti della lunghezza della chiesa si accede, tramite due rampe di scale, al presbiterio sopra elevato, dove sono l’altare maggiore, il colo ligneo e la Catteda episcopale, e alla cripta sottostante ove è conservato il sarcofago con le venerate ossa di San Romolo, patrono della città e della Diocesi.

Molte e importanti le opere d’arte, di alcune è qui riprodotta l’immagine con breve descrizione. Nella contro facciata sopra la porta principale è la statua di San Romolo in terracotta invetriata e datata 1521 e attribuita a Giovanni Della Robbia.
Un bel pergamo, in pietra fine ‘400, con fregi, lesene e il monogramma di Cristo, è addossato alla seconda colonna di destra. In testa alla navata centrale un paliotto di marmo bianco e verde assai prezioso, datato 1273, è inserito nell’altare ove si svolgono normalmente le celebrazioni. Su due colonne laterali si trovano le immagini di San Sebastiano a destra e di San Benedetto a sinistra, affrescate rispettivamente da Pietro Perugino e da un anonimo fiorentino alla fine del ‘400.

Le “Storie di San Romolo”, affreschi eseguiti alla fine del ‘500 dal fiesolano Nicodemo Ferrucci, ornano il catino absidale sotto il quale, dall’altare, domina il grande polittico di Bicci di Lorenzo dipinto nella prima metà del ‘400 e che rappresenta la Madonna in trono con attorno due angeli e quattro santi. Nella cappella Salutati, armonico gioiello di arte quattrocentesca, è il monumento sepolcrale del Vescovo Leonardo Salutati con un busto di grande intensità espressiva e, di fronte, un dossale marmoreo con una dolcissima Madonna con Bambino, San Giovannino e due Santi.

Opere pregevolissime eseguite da Mino da Fiesole alla metà del ‘400.
Accanto si trova la cappella di San Donato di Scozia contenente le reliquie del corpo di questo santo Vescovo fiesolano (sec. IX). Sotto l’arco del campanile si conservano due sarcofagi in pietra improntati alla massima semplicità, uno del Vescovo Roberto Folchi (1441-1504), l’altro del Vescovo Guglielmo Folchi, suo nipote (1504-1530).
Sempre sotto l’arco del campanile vi è l’organo a canne costruito nel 1934 dalla Ditta Mascioni di Cuvio (Varese) e dalla stessa ditta restaurato e ampliato in occasione del Giubileo.

Nella Cappella dei Canonici, costruzione del secolo XIV, si conserva il dossale d’altare in marmo, scultura di Antonio Di Pietro Ferrucci, fiesolano (1494 circa).
Nella cripta, ambiente suggestivo e raccolto sorretto da esili colonnine con capitelli decorati a motivi di gusto arcaico, sono collocati il fonte battesimale, forte realizzazione in pietra serena eseguita da Francesco Ferrucci nel ‘500, il sarcofago contenente le ossa del patrono e una tavola attribuita a Domenico Ghirlandaio (1400) rappresentante il martirio di San Romolo. Sempre nella cripta, sulla parete di un piccolo tempietto, spicca l’immagine della Madonna del soccorso, pregiata opera del secolo XIII.
All’esterno, a lato del Duomo, si può apprezzare quanto resta di un piccolo chiostro quattrocentesco e, nella zona absidale, l’alto e snello campanile edificato nel 1213.


 
 
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